Ma vah?!
8 Maggio 2008 di nazza
Ecco scoperto – o per meglio dire confermato – a quale categoria di persone tendenzialmente appartengo nel modo di relazionarmi con gli altri:
[...] Gli elusivi si sentono a disagio e sono abituati a stare da soli, cercano di sottrarsi all’avvicinamento e rifuggono le relazioni intime. In questo gruppo c’è chi invoca la necessità di indipendenza come scusa per evitare a ogni costo di dipendere da qualcuno o che qualcuno dipenda da loro. La verità è che l’intimità li angustia. [...]
Ma, a parte i sicuri, non è che ansiosi e disorganizzati siano messi molto meglio. Tuttavia, è sempre vero questo:
[...] Grazie alla capacità umana di introspezione e di riflettere, possiamo tutti raggiungere una conoscenza ragionevole di noi stessi. È ovvio che quanto più ci conosciamo tanto maggiori saranno le probabilità di riuscire nelle nostre relazioni amorose, nelle nostre amicizie e nella nostra vocazione occupazionale o professionale. Se siamo coscienti del nostro stato emotivo ci risulta più facile valutare la situazione in cui siamo e modulare i nostri sentimenti. Un altro vantaggio è che quanto più siamo in contatto con i nostri sentimenti tanto più facilmente ci sintonizziamo con i sentimenti degli altri e ci immedesimiamo con loro. [...]
Come è vero quest’altro:
[...] Quando non manifestiamo i sentimenti e non ci sfoghiamo, le nostre paure acquisiscono vita propria e finiscono per dominare la nostra esistenza quotidiana. Inoltre ci convertiamo in una sorta di pentola a pressione senza valvola di sicurezza che può esplodere quando meno ce l’aspettiamo. Raccontare le nostre paure in un ambiente comprensivo aiuta a trasformarle in pensieri coerenti e duttili e a farci sentire più normali. [...]
E quest’altro ancora su tutto:
[...] la qualità della nostra vita è, fondamentalmente, la qualità delle nostre relazioni. [...]
Luis Rojas Marcos, Convivir, Aguilar, Madrid 2008, pp. 29, 25, 43, 20.


