In prospettiva futura
18 Aprile 2008 di ennemme
La tempesta – l’ultima, politica, umorale – è come passata: restano detriti, animi da finire a lenire o ricondurre pienamente a ragione, ma, di base, è già “un altro giorno”. Vincitori e vinti, lo scenario che abbiamo davanti resta comune e, da tutti i segnali che si colgono, non dei migliori: ci saranno probabilmente altre tempeste, molto più tangibili e violente, che spazzeranno via le preoccupazioni di oggi, poco meno che risibili nella lunga prospettiva. Per evitare che facciano troppi danni, che ci colgano del tutto impreparati, travolgendoci e trascinandoci via con esse, tutti quanti, indistintamente, senza opporre la minima resistenza, occorrerebbe dunque attivarsi al più presto in prospettiva futura, guardando oltre il presente immediato, o quantomeno oltre il passato, superato, andato.


